Questo libro non è una semplice riscrittura de Il piccolo principe.
È una lettura esistenziale ed etica di ciò che la storia originale lascia in sospeso: il costo della partenza, l’asimmetria tra chi parte e chi resta, e quella forma di colpa che non nasce dall’errore, ma dalla libertà.
Seguendo il viaggio del Piccolo Principe da un pianeta all’altro, attraverso il deserto e verso il suo ritorno, l’autore sposta il centro dell’interpretazione. La traversata non è vista come un semplice percorso di crescita, ma come un itinerario morale segnato dalla perdita, dalla responsabilità e da scelte irreconciliabili.
Ogni incontro — l’ubriaco, l’uomo d’affari, il lampionaio, il geografo, la volpe e l’aviatore — non appare come allegoria o lezione, ma come confronto con diversi modi di evitare o sostenere la vulnerabilità umana.
Attraverso la psicoanalisi e la filosofia esistenziale, il testo dialoga con Sigmund Freud, Donald Winnicott, Jean-Paul Sartre, Albert Camus e Søren Kierkegaard, non come cornici teoriche imposte, ma come compagni di lettura. Tutti convergono verso una domanda centrale: cosa significa amare quando permanenza, reciprocità e redenzione non sono garantite?
Al centro dell’opera si trova la rosa, non solo come simbolo di fragilità, ma come figura di resistenza etica. Se molte interpretazioni privilegiano il percorso del Piccolo Principe, qui si restituisce peso morale a chi resta. La rosa non viaggia, non spiega, non pretende: rimane. E nel rimanere rivela una f
| Número de páginas | 134 |
| Edição | 2 (2026) |
| Formato | A5 (148x210) |
| Acabamento | Brochura c/ orelha |
| Coloração | Preto e branco |
| Tipo de papel | Offset 90g |
| Idioma | Italiano |
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